Il grafico del mese

Agosto

L’Italia è una delle mete turistiche più ambite per i turisti di tutto il mondo, che arrivano qua pronti a godere delle nostre numerose attrazioni, la cui varietà non ha probabilmente uguali. Ma da dove viene il maggiore numero di turisti? E poi, è cambiata negli anni oppure i turisti vengono sempre dagli stessi stati? Dal grafico animato sotto riportato, si vede come sono sempre i turisti tedeschi a essere quelli più presenti e con grande distacco. Le altre posizioni di vertice sono state ad appannaggio di diversi stati che si caratterizzano per un numero di presenze molto vicine tra loro: nel 2018 sono stati gli statunitensi a superare per presenze francesi e britannici. Tra gli stati in ascesa, si segnalano Polonia, Brasile e soprattutto, Cina, mentre è in calo la presenza di giapponesi.

Luglio

I numeri degli incidenti stradali

Nello scorso weekend, hanno avuto un grande risalto sui media alcuni tragici incidenti stradali mortali accaduti in varie parti di Italia con dinamiche diverse e che hanno visto tragicamente coinvolti diversi giovani. Sono rimasto molto colpito, oltre che dai tragici eventi, anche dalla superficialità di tanti giornalisti che, nel commentare gli eventi, prescindono sempre dai numeri, facendo la doverosa premessa che anche un solo morto in incidente stradale è un morto di troppo. In attesa che Istat diffonda i dati definitivi del 2018, sono comunque disponibili le serie storiche dal 1986 al 2017, dal quale si evidenzia come il numero di morti in incidenti stradali sia fortemente diminuito sia quello complessivo sia quello di età 0-24 anni sia la percentuale dei morti di età 0-24 anni sul totale. Quindi tutto bene? Niente affatto: ci sono comunque oltre 3.000 morti tutti gli anni (nel 1991 furono 7.498), praticamente come fossimo in guerra e il calo dei morti è stato forte fino al 2013 ma poi si è arrestato. Questi dati e molti di più sono disponibili qui

Fonte: elaborazione Vizdata su dati Istat

Giugno

Trilussa e la statistica

Dice Trilussa “Seconno le statistiche d’adesso risurta che te tocca un pollo all’anno: e, se nun entra nelle spese tue, t’entra ne la statistica lo stesso perché c’è un antro che ne magna due”. Ovviamente ha così tanta ragione che oltre agli indici di posizione come la media, sono stati creati gli indici di variazione e di concentrazione per meglio spiegare come si distribuisce una distribuzione statistica. Uno dei più noti indici di concentrazione è il Coefficiente di Gini spesso usato per misurare la disuguaglianza di distribuzioni come la ricchezza o il reddito. Il grafico che segue rappresenta il coefficiente di Gini in Italia dal 2003 al 2016 per il reddito lordo familiare (fonte Istat da dati.istat.it). Come si vede la discesa del coefficiente si è interrotta nel 2008 perchè in momenti di caduta del PIL le disuguaglianze aumentano e negli anni seguenti non si sono più raggiunti i valori pre crisi.

Omogeneità nella distribuzione del reddito netto familiare, coefficiente di Gini

Maggio

Le due Italie